TEATRO PER LA SCUOLA
Stagione teatrale per la scuola 2026/2027
al Teatro Comunale La Venere a Savignano
TRACCE DI TEATRO
proposte per le scuole superiori
(tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 10.00)
TEATRO EVENTO - LA BARACCA-TESTONI RAGAZZI
CHE GIORNO E'?
Calendario civile per ricordare e per non dimenticare

testo e regia: Giorgio Scaramuzzino
con: Bruno Cappagli e Giorgio Scaramuzzino
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 14 anni in poi
E' un viaggio nel cuore della nostra storia.
Immaginate di poter rivivere i momenti più significativi della nostra storia recente, non come fredde date su un libro, ma come storie appassionanti e vicine a noi.
"Che giorno è?" è uno spettacolo teatrale che trasforma il 27 gennaio, l'8 marzo, il 25 aprile e il 1° maggio da semplici date in vere e proprie tappe di un percorso emozionante alla scoperta della nostra identità.
Attraverso testimonianze toccanti, piccole curiosità e fatti storici poco conosciuti, lo spettacolo ci invita a riflettere sull'importanza di non dimenticare e a costruire un futuro consapevole, basato sui valori della libertà, dell'uguaglianza e della solidarietà.
Perché vedere questo spettacolo a teatro?
- Per rendere la storia viva e coinvolgente: lo spettacolo utilizza un linguaggio semplice e diretto, adatto a ragazzi, e si avvale di un allestimento scenico accattivante.
- Per stimolare la curiosità e il senso critico: lo spettacolo pone domande, invita alla riflessione e stimola il confronto tra gli spettatori.
- Per promuovere la cittadinanza attiva: lo spettacolo fa riflettere sull'importanza del nostro passato e sul nostro ruolo di cittadini attivi nel costruire il futuro.
- Per valorizzare la memoria collettiva: Lo spettacolo è un omaggio a chi ha lottato per i nostri diritti e ci ricorda l'importanza di tramandare la memoria alle nuove generazioni.
"Che giorno è?" è anche un'importante opportunità per integrare diverse discipline: storia, italiano, educazione civica...
"...nell’alveo del suo teatro di impronta civile vuole condurre i ragazzi ad una riflessione sulle numerose date che rimandano ad altrettanti momenti della storia che hanno segnato il percorso dell’umanità che costellano il nostro calendario. Nel suo cammino artistico per questa sua nuova fatica Scaramuzzino in scena ha avuto un aiuto di grande adesione artistica ed emotiva da Bruno Cappagli de La Baracca Teatro Testoni Ragazzi che, come un vero compagno di scuola/teatro, lo ha accompagnato in questo nuovo viaggio.."
- Mario Bianchi - Rivista EOLO RAGAZZI
BRADAMANTE TEATRO
ESSERE ORSA

di e con: Francesca Camilla D'Amico e Elisabetta Tosoni
regia: Luigi D'Elia
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 14 anni in poi
Elisabetta, biologa di professione, studia gli orsi da anni, tra avventure e disavventure, in quella parte di Appennino che conserva ancora la sua selvaticità. Tra questi c’è un’orsa, Atessa, che sta per diventare madre. Una narrazione a due voci ripercorre le peripezie di questi animali per riuscire ad essere semplicemente se stessi, essere orsi. Dei sopravvissuti ad una lunga lotta di migliaia di anni, specialisti dell’ambiente in cui vivono. Molto fragili e incredibilmente forti. Orsi che si godono la tranquillità delle montagne, ma che possono superare, a volte, confini fisici e culturali. È così impossibile adattarsi e modificare la propria vita per accogliere l’altro, anche se appare diverso da noi? C’è un confine sottile tra il mondo umano e il mondo del selvatico, tra me e te.
CENTRO TEATRALE MINIMO
STRANE STORIE
MITICHE STELLE

di e con: Alessandra Tomassini Stabile
musiche dal vivo originali: Elena Zinnamosca
disegno luci: Vincenzo De Angelis
tipologia: teatro d'attore e canzoni dal vivo
età consigliata: dai 14 anni in poi
Nelle Metamorfosi di Ovidio si racconta che Zeus diede all’uomo un viso perché potesse alzare lo sguardo e guardare le stelle. Ora come allora la volta celeste custodisce il mistero della creazione, della vita e della morte, della bellezza e dell’amore; un’eredità che ci accomuna ai popoli di tutte le epoche e latitudini. Nel tempo sono cambiati il paesaggio, il territorio, gli usi e i costumi di ciascun popolo, mentre l'unica cosa che è rimasta immutata è il cielo notturno che ci sovrasta, tale e quale a quello che sovrastava i nostri avi. Lo spettacolo è un piccolo viaggio alla ricerca delle nostre origini tra miti, costellazioni, racconti e musica, tracciate dalla mappatura del cielo e da quelle strane luci che lo abitano.
TEATRO AL QUADRATO - TUPAMAROS
ALFONSINA CORRIDORA

testo: Francesco Grillenzoni
da un'idea di: Claudia Bulgarelli
regia: Maria Giulia Campioli
in scena: Maria Giulia Campioli e i musicisti Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti dei "Tupamaros"
tipologia: teatro d'attore, musica e canzoni dal vivo
età consigliata: dai 14 anni in poi
Una storia di riscatto e passione: quella di Alfonsina Morini in Strada, la prima donna che ha partecipato al Giro d'Italia. Nel Regno d'Italia di inizio '900, Alfonsina apre la strada alle donne nello sport più epico ed eroico di tutti i tempi e conquista, tappa dopo tappa, la sua libertà e l'affetto popolare, Lo spettacolo utilizza i linguaggi artistici del teatro, della musica e delle video proiezioni. La storia di Alfonsina è l’occasione per affrontare con i ragazzi e le ragazze tematiche quali parità di genere, diritti universali, riscatto sociale. Molteplici sono le materie di studio che presentano connessioni e possibilità di approfondimento in relazione allo spettacolo:
Storia: analisi del periodo storico del primo ‘900 e a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale
Italiano: lettura del romanzo per ragazzi “Più veloce del vento” di Tommaso Percivale, Ed. Einaudi Ragazzi
Educazione civica: evoluzione dei diritti delle donne nel secolo scorso
Motoria: analisi dell’evoluzione del sistema sportivo e della preparazione atletica degli agonisti negli ultimi cento anni
Alfonsina Morini nasce in una famiglia di contadini. Ben presto si appassiona al ciclismo e partecipa a numerose competizioni locali. Nei paesi in cui sfrecciava con la sua bicicletta viene soprannominata “il diavolo in gonnella”. Continuamente osteggiata dalla famiglia per la sua passione a 24 anni, nel 1915, sposa Luigi Strada, cesellatore che, invece, la incoraggia e addirittura le regala, il giorno delle nozze, una bicicletta da corsa nuova. L’anno successivo i due si trasferiscono a Milano, dove Alfonsina comincia ad allenarsi con serietà. Nel 1924 partecipa, prima donna in assoluto, al Giro d’Italia. Parte e compie regolarmente 4 tappe: la Milano-Genova (arrivando con un’ora di distacco dal primo ma precedendo molti rivali), la Genova-Firenze (in cui si classifica al cinquantesimo posto su 65 concorrenti), la Firenze-Roma, giungendo con soli tre quarti d’ora di ritardo sul primo e davanti ad un folto gruppo di concorrenti, e la Roma-Napoli dove conferma la propria resistenza. Nella tappa L’Aquila-Perugia, invece, Alfonsina arriva fuori tempo massimo. A quel punto i giudici si dividono in due fazioni: chi vuole estrometterla e chi è favorevole a farla proseguire. Il direttore della Gazzetta, Emilio Colombo, che aveva permesso la partecipazione di Alfonsina al Giro e aveva capito quale curiosità suscitasse nel pubblico la prima ciclista italiana della storia, propone un compromesso: ad Alfonsina sarà consentito proseguire la corsa, ma non è più considerata in gara. Lei acconsente e prosegue il suo Giro. All’arrivo di ogni nuova tappa viene accolta da una folla che la acclama, la festeggia, la sostiene con calore e partecipazione. Alfonsina continua a seguire il Giro fino a Milano, osservando gli stessi orari e gli stessi regolamenti dei corridori.
TEATRO EVENTO
DENTRO GLI SPARI
Una storia di mafia

di e con: Giorgio Scaramuzzino
dal romanzo di Silvana Gandolfi “Io dentro gli spari”
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 14 anni in poi
Il romanzo “Io dentro gli spari” di Silvana Gandolfi è sicuramente un’occasione che non potevamo non sfruttare. La storia che ci viene proposta è lieve e nel contempo cruda e amara, come del resto tutte le storie di mafia, e ci permette di affrontare tematiche che coinvolgono emozionalmente lo spettatore sui temi della legalità. Ci è piaciuto in particolare come la scrittrice, in modo estremamente semplice, ci fa capire terminologie e aspetti interni alla malavita. La sua letteratura ci immerge in un mondo apparentemente lontano ma che, come ci dicono le cronache, appartiene a tutti quanti. Impareremo perciò a conoscere che non c’è una mafia, ma esistono tante mafie, che hanno molte particolarità in comune e che riguardano tutti quanti in qualche modo. Lo spirito della storia è proprio questo: indagare sulla solitudine di chi ha il coraggio di affrontare uno dei mali più dannosi alla società, sia pure esso un bambino. Il coraggio della verità e di porsi nei confronti della società con un’etica che guardi all’uguaglianza e al rispetto delle regole. Di quanto la memoria, nei confronti della storia, sia pur recente, sia fondamentale per la crescita e la maturità del cittadino. Conoscere il lavoro prezioso di magistrati come Falcone e Borsellino, di come hanno operato e come i loro successori operano quotidianamente su tutto il territorio nazionale favorisce senza dubbio, la forza di ribellione perché “ abbiamo bisogno di uomini e donne che lottino per la vita con la stessa forza di quelli che causano la morte”, così diceva Ghandi. Insomma un momento di grande riflessione, dove si tenterà di aprire porte mai aperte, senza dare risposte certe, ma con la speranza di far scaturire domande fondamentali.
"...altro tema toccato è stato quello della mafia con il sempre convincente Giorgio Scaramuzzino che in "Dentro gli spari", liberamente tratto dal libro di Silvana Gandolfi, continuando nel suo personale cammino verso un teatro di impronta civile, narra, attraverso un montaggio di due storie apparentemente diverse tra loro, le vicissitudini di un ragazzino che riesce a trovare il coraggio per contrastare l'omertà che lo circonda. Due sagome poste al centro del palcoscenico sono gli unici ornamenti scenografici dello spettacolo che consentono a Scaramuzzino di prodursi in un montaggio verbale parallelo delle due storie ,quella del piccolo bambino siciliano Santino e l'altra del ragazzo ligure Lucio, che solo alla fine dello spettacolo si uniscono per testimoniare la presa di coscienza di una nuova vita che ha nella verità l'unica via del possibile riscatto. Una storia esemplare narrata in modo esemplare".
- Mario Bianchi - Rivista EOLO RAGAZZI
BRADANMANTE TEATRO
PARTIGIANO PIUMA

di e con: Francesca Camilla D'Amico
soundscape design: Isabella di Bartolomeo, Abruzzo Soundwalks
scene e costume: Elena Beccaro
collaborazione artistica: Dario Spadon
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 14 anni in poi
Una fiaba neorealista ambientata fra boschi, accampamenti, sentieri. Protagonista è Lindo un ragazzino ribelle come solo sa essere chi, per esistere, è costretto a lottare. Riesce ad unirsi alla lotta partigiana grazie all'incontro con Roscio e Brado. I partigiani, dai nomi in codice più disparati, non sono proprio come se li era immaginati. Lindo, nome in codice Piuma, in fondo spera solo di trovare un vero amico di cui fidarsi e lasciarsi prendere per mano. Lo spettacolo trae forte ispirazione da Italo Calvino ed è ambientato nell'universo del romanzo "Il sentiero dei nidi di ragno"