TEATRO PER LA SCUOLA


Stagione teatrale per la scuola 2025/2026
al Teatro Comunale La Venere a Savignano



VIA DAL BANCO!
(tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 10.00)



mercoledì 19 novembre 2025
TEATRO EVENTO
MIA
Maschi violenti, donne violate





di e con: Giorgio Scaramuzzino
musiche originali: Paolo Silvestri
disegno luci: Vincenzo De Angelis
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 13 anni in poi

Dopo avere affrontato temi come la lotta alla mafia, le migrazioni, il razzismo, Giorgio Scaramuzzino porta avanti il suo personale percorso di teatro civile: il nuovo capitolo del “progetto Urgenze” affronta il femminicidio e più in generale la violenza sulle donne. Nello spettacolo Mia si incontreranno personaggi, fatti di cronaca, condizioni mentali, retaggi culturali, distorsioni della società. Basta guardare i telegiornali: 1 vittima ogni 15 minuti, 88 al giorno. Per un italiano su quattro la violenza sessuale sarebbe da imputarsi al modo di vestire delle donne, e solo il 40% dichiarerebbe che una donna può sottrarsi a un rapporto sessuale se non lo desidera. Sul palco macigni a simboleggiare il peso di certe parole. Un tentativo di indagine sulla cultura malata nascosta dietro tanti casi, sui troppi pregiudizi radicati a partire dal "decalogo della buona moglie" fino al concetto di possesso. “Mia moglie, mia sorella, la mia ragazza…” E’ fondamentale combattere gli stereotipi di genere, affinché la parola 'mia' possa indicare un vincolo affettivo e non di possesso. La rappresentazione teatrale è a tratti un viaggio nella musica, in particolare quella ascoltata dai giovanissimi. “.. ti sbatto contro il muro, ti tolgo il fondotinta con la forza dei miei schiaffi…” . In questa fase del lavoro in scena ci saranno, oltre Giorgio Scaramuzzino, una ragazza-attrice che verrà scelta in ogni teatro tra le spettatrici, provando con l’attore il pomeriggio prima dello spettacolo.

"Avevamo bisogno di uno spettacolo così! Giorgio in modo onesto e diretto racconta di come la violenza possa essere distruttiva per chi la subisce e quanto può essere difficile uscirne. Particolarmente interessante è la riflessione che fa sul linguaggio, su quanto può essere violento e traumatizzante per le donne che vivono una relazione affettiva prevaricante. Alterna a scene di quotidianità, dei momenti di riflessione sull’uso violento del linguaggio rendendo così subito evidente l’importanza della parola troppo spesso usata con superficialità. Le parole pesano come pietre." - Roberta Brescancin Operatrice del Centro Antiviolenza Voce Donna di Pordenone

"Dopo avere affrontato temi come la lotta alla mafia, le migrazioni, il razzismo, Giorgio Scaramuzzino in “ Mia” porta avanti ancora il suo personale percorso di teatro civile: il nuovo capitolo del “progetto Urgenze” affrontando il femminicidio e più in generale la violenza sulle donne..."
- Mario Bianchi - Rivista EOLO RAGAZZI



mercoledì 26 e giovedì 27 novembre 2025
RUOTALIBERA - NARDINOCCHI/MATCOVICH
PINOLO



di: Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich
con: Laura Nardinocchi, Niccolò Matcovich, Noemi Piva
coreografie: Giulia Spattini
costumi: Gabriella Manente
luci: Chiara Saiella
musiche: Adriano Matcovich e Paolo Zou
tipologia: teatro d'attore e danza
età consigliata: dai 6 ai 14 anni

Pìnolo è uno spettacolo di teatro e danza che riflette sul tema degli stereotipi di genere, sottolineando l’importanza del concetto di libertà di ogni essere umano. Pìnolo unisce l’esperienza autobiografica dei due attori al racconto di una fiaba: quella di Pina, una bambina esclusa da amici e genitori per non essere né “abbastanza maschio” né “abbastanza femmina”, costretta ad isolarsi e a rifugiarsi sotto un pino. Qui, sotto il grande albero, trova il proprio spazio di libertà: può essere ciò che vuole e fare ciò che desidera, ma continua a sentirsi sola. Pian piano, grazie all’amicizia con una pigna, ai saggi consigli del pino e all’incontro con una lumaca, riesce a sentirsi libera di mostrare la propria parte maschile senza vergogna, riuscendo a tornare tra i propri simili.
"Tutto è partito dall’incontro con i bambini e con le bambine; abbiamo fatto veri e propri laboratori dove, attraverso giochi, esercizi teatrali e interviste, è emerso il loro punto di vista rispetto al tema; alcune delle loro parole sono servite come spunto per la drammaturgia, altre sono state registrate e vengono riprodotte alla fine dello spettacolo".
Pìnolo unisce il linguaggio del teatro e quello della danza, tanto che il significato e il ritmo delle parole si intrecciano con i movimenti e i gesti della danzatrice. Inoltre, non ci sono musiche registrate, ma tutto l‘ambiente sonoro è realizzato live, usando strumenti come calimba, tamburello e kazoo o il suono generato da oggetti ed elementi naturali.



mercoledì 10 dicembre 2025
TEATRO EVENTO - CentroTeatraleMinimo
ASINO A CHI?



di e con: Cristina Carbone e Alessandra Tomassini Stabile
disegno luci: Vincenzo De Angelis
collaborazione artistica: Marco Manchisi
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dagli 8 ai 14 anni

Asino a chi?
Ricordi quel banco in fondo alla classe? Quello di legno, un po' sgangherato, dove finivano gli "asini"? Chi non ha mai provato la vergogna di sedervisi, condannato all'isolamento per qualche marachella o per una semplice distrazione? Quel banco era un simbolo, un luogo dove venivano relegati i ragazzi considerati "diversi", quelli che non seguivano le regole, che non studiavano come gli altri. Erano etichettati come "somari", "inetti", destinati a un futuro mediocre. Ma la storia ci insegna che spesso le persone più originali, quelle che cambiano il mondo, sono proprio quelle che da piccoli venivano considerate "diverse". Artisti, scienziati, inventori: tutti hanno avuto un inizio. E molti di loro hanno occupato quel famigerato banco in fondo alla classe. "Asino chi?" è un viaggio nella vita di questi uomini e donne straordinari, colti nel momento in cui erano solo dei bambini "problematici". Scoprirai come hanno trasformato le loro "pecche" in punti di forza, come hanno superato le difficoltà e come sono riusciti a realizzare i loro sogni più grandi. Una storia che ti farà riflettere sul valore della diversità, sull'importanza di non giudicare le persone in base alle apparenze e sull'incoraggiamento che ognuno di noi ha bisogno per esprimere il proprio talento.



lunedì 12 e martedì 13 gennaio 2026
TEATRO EVENTO - ALESSANDRA TOMASSINI
LA SIRENETTA



liberamente ispirata all'omonima fiaba di Hans Christian Andersen
progetto, adattamento scenico e narrazione: Alessandra Tomassini
musiche originali: Alfredo Laviano
disegno luci: Vincenzo De Angelis
scenografie: Gioacchino Gramolini
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 7 agli 11 anni

“In alto mare l’acqua è azzurra come i petali del più bel fiordaliso e limpida come il cristallo più puro…”
Inizia così una delle fiabe più conosciute e amate di Hans Christian Andersen, la cui protagonista è una piccola sirena alle prese con il suo mondo interiore e il desiderio di conoscere quello umano al quale vorrebbe tanto appartenere. Lo struggimento aumenta quando allo scoccare del suo quindicesimo compleanno le viene dato il permesso di salire in superfice qui incontrerà un giovane principe a cui salverà la vita durante una tempesta e del quale si innamorerà, determinando così il suo inesorabile destino. La Sirenetta, oltre ad esprimere l’immagine della sirena romantica nella quale convivono simboli e archetipi di culture diverse, è una fiaba che parla del difficile processo e del sacrificio che il cambiamento interiore comporta: il passaggio dall’età infantile all’età adulta prevede il disagio dell’incompletezza, del non essere né carne né pesce, dentro il quale la protagonista è immersa costantemente. Ma la Sirenetta è anche una fiaba d’iniziazione che prevede la rinuncia di alcune parti di sé per poter rinascere a nuova vita: l’abbandono dei legami di sangue permette di accedere al mondo di sopra e a quei legami di cuore ai quali l’animo umano ambisce sempre perché portatori di valore e ricchezza nell’esistenza di ciascun individuo.

"La storia della sirenetta viene narrata magistralmente dall’attrice Alessandra Tomassini Stabile, che con il suo talento riesce a trasportare il pubblico nell’incantevole mondo sottomarino creato da Hans Christian Andersen. Con un costume affascinante e curato nei dettagli, Alessandra dà vita alla celebre fiaba con una capacità interpretativa e un coinvolgimento davvero di qualità.
Ogni passaggio della storia è accompagnato da una voce espressiva, intonazioni variate e movimenti fluidi che riescono a creare immagini vivide nella mente degli spettatori: ci sentiamo davvero sotto il mare, avvolti dalle onde, e poi sulla riva, accanto alla sirenetta nei suoi momenti di gioia, dolore e delusione. La sua interpretazione riesce a farci partecipare intensamente alle emozioni della protagonista, facendoci vivere le sue speranze, i suoi sogni e le sue sofferenze.
Anche gli effetti sonori contribuiscono in modo significativo a creare l’atmosfera magica della fiaba. Le luci soffuse e i suoni evocativi del mare completano l’interpretazione di Alessandra, rendendo ogni scena ancora più coinvolgente e suggestiva".
- Renata Rebeschini - Rivista UTOPIA Teatro per Ragazzi



martedì 20 gennaio 2026
TEATRO EVENTO - TEATRO AL QUADRATO
MI PIACE



di e con:Maria Giulia Campioli e Claudio Mariotti
luci: Claudio Mariotti e Anna Pittini
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 2 ai 5 anni

"Ho un sogno: far nascere un fiore nel mio giardino".
Maria Giulia vive nel suo mondo bianco. Forse è monotono, ma c'è tutto quello che le serve; le piace, è felice. Coltiva un piccolo sogno: far crescere un fiore, un bel fiore colorato, come quello disegnato sull'ultima pagina del suo libro preferito, nel suo giardino. Con quell'immagine nel cuore, ogni sera si addormenta. Una notte riceve in dono, dall'omino dei sogni, una valigia magica, rossa, piena di suoni e cose colorate, tutte necessarie per coltivare un dono speciale: un seme. Maria Giulia lo sa: dai semi nascono i fiori. Così decide di prendersi cura di quel seme: lo pianta, lo innaffia, lo coccola, aspetta pazientemente che cresca. A volte si annoia un po', ma impara che per ottenere un risultato ci vuole sempre tempo e costanza: solo così il fiore potrà sbocciare.
L’idea di "Mi Piace" nasce, inaspettata e curiosa, dalla lettura del libro "Adoro" di Brigitte Minne e Natali Fortier, edito da Ape Junior.



mercoledì 28 e giovedì 29 gennaio 2026
TEATRO EVENTO - LA BARACCA-TESTONI RAGAZZI
CHE GIORNO E'?
Calendario civile per ricordare e per non dimenticare





testo e regia: Giorgio Scaramuzzino
con: Bruno Cappagli e Giorgio Scaramuzzino
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dagli 11 ai 14 anni

E' un viaggio nel cuore della nostra storia.
Immaginate di poter rivivere i momenti più significativi della nostra storia recente, non come fredde date su un libro, ma come storie appassionanti e vicine a noi.
"Che giorno è?" è uno spettacolo teatrale che trasforma il 27 gennaio, l'8 marzo, il 25 aprile e il 1° maggio da semplici date in vere e proprie tappe di un percorso emozionante alla scoperta della nostra identità.
Attraverso testimonianze toccanti, piccole curiosità e fatti storici poco conosciuti, lo spettacolo ci invita a riflettere sull'importanza di non dimenticare e a costruire un futuro consapevole, basato sui valori della libertà, dell'uguaglianza e della solidarietà.
Perché vedere questo spettacolo a teatro?
- Per rendere la storia viva e coinvolgente: lo spettacolo utilizza un linguaggio semplice e diretto, adatto a ragazzi, e si avvale di un allestimento scenico accattivante.
- Per stimolare la curiosità e il senso critico: lo spettacolo pone domande, invita alla riflessione e stimola il confronto tra gli spettatori.
- Per promuovere la cittadinanza attiva: lo spettacolo fa riflettere sull'importanza del nostro passato e sul nostro ruolo di cittadini attivi nel costruire il futuro.
- Per valorizzare la memoria collettiva: Lo spettacolo è un omaggio a chi ha lottato per i nostri diritti e ci ricorda l'importanza di tramandare la memoria alle nuove generazioni.
"Che giorno è?" è anche un'importante opportunità per integrare diverse discipline: storia, italiano, educazione civica...

"...nell’alveo del suo teatro di impronta civile vuole condurre i ragazzi ad una riflessione sulle numerose date che rimandano ad altrettanti momenti della storia che hanno segnato il percorso dell’umanità che costellano il nostro calendario. Nel suo cammino artistico per questa sua nuova fatica Scaramuzzino in scena ha avuto un aiuto di grande adesione artistica ed emotiva da Bruno Cappagli de La Baracca Teatro Testoni Ragazzi che, come un vero compagno di scuola/teatro, lo ha accompagnato in questo nuovo viaggio.."
- Mario Bianchi - Rivista EOLO RAGAZZI



venerdì 6 febbraio 2026
TEATRO EVENTO - CARLOTTA PIRAINO
STUDIO PER UNO SPETTACOLO DIVERTENTE SULL'ANORESSIA




testo e regia: Carlotta Piraino
con: Carlotta Piraino e Sonia
canzoni e musiche: Sonia Scialanca
tipologia: teatro d'attore con canzoni e musica dal vivo
età consigliata: dai 12 anni in poi

Lo spettacolo nasce dal bisogno dell’autrice di indagare un’esperienza autobiografica per capirla a fondo: molti anni dopo quel vissuto inizia un viaggio alla ricerca del “perché è successo”. Si apre allora uno spazio fatto di incontri in cui Carlotta decide di fare a medici e pazienti la stessa domanda: cos'è, per te, l’anoressia? Perché questa “cosa” non è facile da capire, è qualcosa che insieme salva e distrugge, una improduttiva identità di resistenza. Dalla definizione come malattia al suo dissolvimento in storia personale, questa “cosa” prende gradualmente forma in una pluralità di voci emozionate: l’autobiografia dell’autrice si mescola allora e si confonde alle storie delle altre, mantenendo la forma sospesa di uno spettacolo che si presenta come uno studio, come una domanda aperta a cui è impossibile far seguire un’unica risposta. Restano le storie, raccontate a tu per tu nel clima dell’incontro tra amiche, restano le confessioni e i confronti, insieme a quello, durissimo, dello sguardo su stessi e su ciò che di noi non riusciamo ad accettare. Le biografie allora si staccano dallo stretto confine personale e diventano condizione universale: l’incapacità di vedersi per quello che si è, la difficoltà dell’ascolto dei propri desideri e, soprattutto in un momento di passaggio come può essere quello dell’adolescenza, il bisogno di trovare un’identità. Ma c’è anche l’ironia tranciante sulla società in cui viviamo, l’assurdità dei suoi modelli e della sua corsa in questo lavoro, in cui si mescolano sapientemente gesti rabbiosi e disperati a momenti buffi e delicati, lasciando nello spettatore anche lo spazio vitale per un sorriso. La musica è un potente canale per raccontare la polifonia delle storie, conducendoci per mano da un frammento all’altro di questo viaggio tra le canzoni e i racconti, in una sorta di “two women show” dalle sonorità un po' rock, in cui un’attrice e una musicista, dialogando tra di loro, trovano insieme l’unica possibile risposta…



lunedì 9 febbraio 2026
ORTO DEGLI ANANASSI
WROONG



di e con: Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza
scene e costumi: Emanuela dall’Aglio
sound design: Guglielmo Diana
luci: Lucio Diana
disegni ombre: Alberto Pagliaro
elementi digitali: Paolo Signorini
tipologia: teatro d'attore e scenografia animata
età consigliata: dai 5 agli 11 anni

"Sul limitare di un bosco, molto lontano da qui, viveva un tempo una strega potentissima. Abitava in una vecchia casa fatta di assi e terra nera, ed era sempre di pessimo umore... "

Questa è la storia di una strega alla ricerca della propria felicità, una strega di nome Felicia. Per provarla, Felicia ruba la felicità a chiunque le capiti a tiro, la fiuta a chilometri di distanza, con i suoi artigli affilati la cattura in un lampo e la intreccia stretta nei suoi capelli. Ma l'indomani la felicità sbiadisce e così Felicia ritorna triste e ricomincia nuovamente la sua “ricerca”. Finché una notte gli animali del bosco, stanchi di vivere a causa sua nella paura e nella tristezza, si riuniscono nel cuore della foresta per cercare di porre un rimedio a questa situazione, un drastico rimedio: sbarazzarsi della strega!

"WroOng funziona: è godibile, ben costruito e sostenuto dalla bravura dei due protagonisti, Ilaria Di luca e Andrea Gambuzza, che riescono ad infondere ritmo e intensità alla narrazione. Anche l’utilizzo della macchina è particolarmente interessante: un elemento scenico che diventa motore dell’azione e amplifica il senso del racconto. Lo spettacolo non offre soluzioni preconfezionate, né cerca di rassicurare con risposte semplici. Al contrario, invita a guardare gli sbagli con una prospettiva diversa, a riconoscere che l’imperfezione è parte dell’esperienza umana e che tentare di eliminarla completamente significa perdere qualcosa di essenziale".
Vittoria De Carlo - Rivista EOLO RAGAZZI



lunedì 16 febbraio 2026
TEATRO EVENTO - TEATRO AL QUADRATO
LA BELLA E IL BESTIOLINO



di e con: Maria Giulia Campioli e Claudio Mariotti
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 4 ai 10 anni

Lui è brutto e questo lo ha reso timido. Ha scelto di non aprirsi al mondo per paura di esserne ferito. Vive salvando insetti, quelli che nessuno vuole in casa, che tutti vogliono schiacciare. Li salva e li porta in un posto sicuro. Lo considera un lavoro a sua immagine. Lei invece... beh... Lei è bella e solare, sorride al mondo ed il mondo le sorride. Lui e Lei sono vicini di casa. Lui l’ammira, ma Lei non sa nemmeno che esiste. Non lo sa perché Lui si nasconde sempre. Ha paura di essere rifiutato. Si sente brutto, mentre Lei è troppo bella, troppo buona, troppo... è troppo per Lui e basta. Si limita ad ascoltarla, seguirla, sognarla, stando però ben attento a non farsi mai vedere. Giorno dopo giorno, ammiratore anonimo, invisibile. Ha sempre fatto in modo di non incrociarla mai, neanche per sbaglio. Poi un giorno l’imprevisto: un attimo di distrazione, uno starnuto, due sguardi che si incrociano e tutto cambia.

“Un taglio cinematografico e denotativo che riesce appieno nell'intento che si prefigge: raccontare una storia e trarne un insegnamento, proprio come le fiabe più belle.”
- Giulio Bellotto - Rivista EOLO RAGAZZI



martedì 24 e mercoledì 25 febbraio 2026
TEATRO EVENTO - BOTTEGA BUFFA/CIRCOVACANTI
HANSEL E GRETEL



regia: Veronica Risatti
con: Laura Mirone, Giulio Macrì e Veronica Risatti
coreografie: Fannj Oliva
costumi: Emily Scorzato
disegno luci e scene: Andrea Coppi
consulenza musicale e editing: Adele Pardie e Stefano Artini.
tipologia: teatro d'attore e danza
età consigliata: dai 6 ai 14 anni

Hänsel ha sette anni, tanta fantasia e voglia di giocare. Gretel ha dieci anni e si diverte a irrompere nei giochi inventati dal fratello soprattutto quando si tratta di incredibili battaglie. Un giorno mentre stanno combattendo uno contro l’altro, uno scoppio, forse di una bomba, si sente davvero: – Cosa è stato? – chiede Hänsel impaurito – Sono stata io! – risponde Gretel tra paura e voglia di stupire il fratello. Riprendono a giocare, ma l’atmosfera tutt’ intorno è cambiata. Arriva il papà che li prepara per metterli in salvo. Hänsel e Gretel credono che sia un gioco improvvisato e si divertono fino a che non si accorgono di essere stati lasciati al confine di un bosco.



martedì 3 marzo 2026
LAN-DE-SI' - TEATRO AL QUADRATO
MAISA E IL GABBIANO REMOTO



di e con: Tomás Acosta, Arianna Barberi e Francesca Laini
tutoraggio drammaturgico: Alessandro Di Pauli
tutoraggio scenico: Paolo Nicli
scenografia: Federico Biancalani
luci: Maurizio Tell
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 6 ai 12 anni

Non sappiamo quando e dove tutto questo sia accaduto, probabilmente molto indietro e molto lontano da qui, tra un antico banco di scuola e il freddo Mare del Nord. È la storia di Maisa, una bambina che fatica a seguire le lezioni del suo maestro e si perde disegnando velieri e balene. Un giorno, Mestre Fisker le dà un tema di punizione: “Che cosa farò da grande?” Di fronte al foglio bianco, Maisa si sente più persa che mai, finché non arriva la musica di un organetto e sul suo banco appare Hugo, un bambino che dice di essere il guardiano del faro. Fra loro nasce subito una grande amicizia, e la risposta al tema la cercheranno insieme, in una grande avventura in mare aperto. Fra navi leggendarie, tempeste e balene, tra sogno e realtà, si sviluppa la metafora archetipica del mare come luogo di esplorazione, ma anche di smarrimento e ricerca di sé. Maisa e il Gabbiano remoto è una storia che nasce dal bisogno di esprimere – e di raccontare ai più giovani – i sentimenti oscuri di una generazione o di un’epoca, legati all’ansia di realizzarsi e al timore di perdersi, ma anche il desiderio di guardare al futuro con speranza e coraggio, come accade ai protagonisti in un romanzo di avventura o di formazione. Il tema principale dello spettacolo è la “ricerca di sé”, un contenuto adatto a più livelli di lettura e racchiuso dentro una forma pensata apposta per coinvolgere spettatori e spettatrici di età differenti, grazie ad un linguaggio semplice e, allo stesso tempo, simbolico. In un’epoca ipertecnologica ricolma di stimoli, di fronte alla quale ci si sente spesso disorientati (specialmente nella funzione di educatori), questo spettacolo propone una storia che all’adulto ricorda la ricerca e al giovanissimo ispira il viaggio, approcci diversamente attivi alla medesima esperienza. Il sentimento che vorremmo lasciare al pubblico si potrebbe chiamare “l’emozione del mare”: l’inquietudine dei fondali scuri mista all’impeto di tuffarsi.



mercoledì 4 marzo 2026
TEATRO EVENTO - TEATRO AL QUADRATO - TUPAMAROS
ALFONSINA CORRIDORA



testo: Maria Giulia Campioli
da un'idea di: Claudia Bulgarelli
regia: Maria Giulia Campioli
in scena: Maria Giulia Campioli e i musicisti Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti dei "Tupamaros"
tipologia: teatro d'attore, musica e canzoni dal vivo
età consigliata: dagli 11 ai 14 anni

Una storia di riscatto e passione: quella di Alfonsina Morini in Strada, la prima donna che ha partecipato al Giro d'Italia. Nel Regno d'Italia di inizio '900, Alfonsina apre la strada alle donne nello sport più epico ed eroico di tutti i tempi e conquista, tappa dopo tappa, la sua libertà e l'affetto popolare, Lo spettacolo utilizza i linguaggi artistici del teatro, della musica e delle video proiezioni. La storia di Alfonsina è l’occasione per affrontare con i ragazzi e le ragazze tematiche quali parità di genere, diritti universali, riscatto sociale. Molteplici sono le materie di studio che presentano connessioni e possibilità di approfondimento in relazione allo spettacolo:
Storia: analisi del periodo storico del primo ‘900 e a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale
Italiano: lettura del romanzo per ragazzi “Più veloce del vento” di Tommaso Percivale, Ed. Einaudi Ragazzi
Educazione civica: evoluzione dei diritti delle donne nel secolo scorso
Motoria: analisi dell’evoluzione del sistema sportivo e della preparazione atletica degli agonisti negli ultimi cento anni
Alfonsina Morini nasce in una famiglia di contadini. Ben presto si appassiona al ciclismo e partecipa a numerose competizioni locali. Nei paesi in cui sfrecciava con la sua bicicletta viene soprannominata “il diavolo in gonnella”. Continuamente osteggiata dalla famiglia per la sua passione a 24 anni, nel 1915, sposa Luigi Strada, cesellatore che, invece, la incoraggia e addirittura le regala, il giorno delle nozze, una bicicletta da corsa nuova. L’anno successivo i due si trasferiscono a Milano, dove Alfonsina comincia ad allenarsi con serietà. Nel 1924 partecipa, prima donna in assoluto, al Giro d’Italia. Parte e compie regolarmente 4 tappe: la Milano-Genova (arrivando con un’ora di distacco dal primo ma precedendo molti rivali), la Genova-Firenze (in cui si classifica al cinquantesimo posto su 65 concorrenti), la Firenze-Roma, giungendo con soli tre quarti d’ora di ritardo sul primo e davanti ad un folto gruppo di concorrenti, e la Roma-Napoli dove conferma la propria resistenza. Nella tappa L’Aquila-Perugia, invece, Alfonsina arriva fuori tempo massimo. A quel punto i giudici si dividono in due fazioni: chi vuole estrometterla e chi è favorevole a farla proseguire. Il direttore della Gazzetta, Emilio Colombo, che aveva permesso la partecipazione di Alfonsina al Giro e aveva capito quale curiosità suscitasse nel pubblico la prima ciclista italiana della storia, propone un compromesso: ad Alfonsina sarà consentito proseguire la corsa, ma non è più considerata in gara. Lei acconsente e prosegue il suo Giro. All’arrivo di ogni nuova tappa viene accolta da una folla che la acclama, la festeggia, la sostiene con calore e partecipazione. Alfonsina continua a seguire il Giro fino a Milano, osservando gli stessi orari e gli stessi regolamenti dei corridori.



mercoledì 11 marzo 2026
S.T.A.R.
IDA E LA BAMBINA NUOVA



di e con: Marta Zotti
collaborazione alla messa in scena: Silvano Antonelli
musiche originali: Alan Brunetta e Dario Mecca Aleina
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dagli 6 ai 10 anni

La protagonista di questa storia si chiama Ida.
Ida non parla mai.
Potrebbe parlare, ma parlare è difficile. Perché quando parli devi dire delle cose. Ida dentro ha così tante cose che... che lei prova a tenerle dentro, ma quando dentro sono troppe, ecco che a parlare arriva lei: la Bambina Nuova.
La Bambina Nuova parla con una voce che esce proprio dalla bocca di Ida, ma è una voce stranissima.
Tutti ne hanno una.
La Bambina Nuova, quando parla, fa sempre disastri: dice tutte le cose che crescono dentro di Ida, come un vulcano che erutta parole all’improvviso, usa parole sbagliate nel modo sbagliato. Quando lo fa, i grandi si arrabbiano tantissimo. Con Ida, ovviamente. Un giorno, la Bambina Nuova... sparisce. Ida decide di andare a cercarla.
È la ricerca simbolica delle parole che le servono per dire le cose che ha dentro: perché tutto ciò che lei nasconde dentro di sé, deve pur uscire in qualche modo, anche ora che la Bambina Nuova è sparita. La sua avventura la condurrà ad uscire dal suo piccolo mondo per poi trovare dentro di sé l’oggetto della sua ricerca, un “sé” con una veste tutta nuova. Lo spettacolo è la storia di una ricerca interiore, per stimolare il coraggio di cercare sempre le proprie parole, anche quando è difficile dire le cose dentro, anche quando si trovano sul sentiero più lungo.



venerdì 20 marzo 2026
TEATRO EVENTO
DENTRO GLI SPARI
Una storia di mafia





di e con: Giorgio Scaramuzzino
dal romanzo di Silvana Gandolfi “Io dentro gli spari”
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dagli 11 ai 14 anni

Il romanzo “Io dentro gli spari” di Silvana Gandolfi è sicuramente un’occasione che non potevamo non sfruttare. La storia che ci viene proposta è lieve e nel contempo cruda e amara, come del resto tutte le storie di mafia, e ci permette di affrontare tematiche che coinvolgono emozionalmente lo spettatore sui temi della legalità. Ci è piaciuto in particolare come la scrittrice, in modo estremamente semplice, ci fa capire terminologie e aspetti interni alla malavita. La sua letteratura ci immerge in un mondo apparentemente lontano ma che, come ci dicono le cronache, appartiene a tutti quanti. Impareremo perciò a conoscere che non c’è una mafia, ma esistono tante mafie, che hanno molte particolarità in comune e che riguardano tutti quanti in qualche modo. Lo spirito della storia è proprio questo: indagare sulla solitudine di chi ha il coraggio di affrontare uno dei mali più dannosi alla società, sia pure esso un bambino. Il coraggio della verità e di porsi nei confronti della società con un’etica che guardi all’uguaglianza e al rispetto delle regole. Di quanto la memoria, nei confronti della storia, sia pur recente, sia fondamentale per la crescita e la maturità del cittadino. Conoscere il lavoro prezioso di magistrati come Falcone e Borsellino, di come hanno operato e come i loro successori operano quotidianamente su tutto il territorio nazionale favorisce senza dubbio, la forza di ribellione perché “ abbiamo bisogno di uomini e donne che lottino per la vita con la stessa forza di quelli che causano la morte”, così diceva Ghandi. Insomma un momento di grande riflessione, dove si tenterà di aprire porte mai aperte, senza dare risposte certe, ma con la speranza di far scaturire domande fondamentali.

"...altro tema toccato è stato quello della mafia con il sempre convincente Giorgio Scaramuzzino che in "Dentro gli spari", liberamente tratto dal libro di Silvana Gandolfi, continuando nel suo personale cammino verso un teatro di impronta civile, narra, attraverso un montaggio di due storie apparentemente diverse tra loro, le vicissitudini di un ragazzino che riesce a trovare il coraggio per contrastare l'omertà che lo circonda. Due sagome poste al centro del palcoscenico sono gli unici ornamenti scenografici dello spettacolo che consentono a Scaramuzzino di prodursi in un montaggio verbale parallelo delle due storie ,quella del piccolo bambino siciliano Santino e l'altra del ragazzo ligure Lucio, che solo alla fine dello spettacolo si uniscono per testimoniare la presa di coscienza di una nuova vita che ha nella verità l'unica via del possibile riscatto. Una storia esemplare narrata in modo esemplare".
- Mario Bianchi - Rivista EOLO RAGAZZI



martedì 24 e mercoledì 25 marzo 2026
TEATRO DELL'ARGINE
TESTA DI LEGNO



testo: Caterina Bartoletti
regia: Giovanni Dispenza e Giulia Franzaresi
con: Giovanni Dispenza
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 6 agli 11 anni

C'era una volta... un re, penseranno subito i miei piccoli lettori. E invece no! C'era una volta... un burattino? Nemmeno. C'era una volta un falegname che un giorno decise di costruire un burattino di legno con cui avrebbe viaggiato per il mondo facendo spettacoli e che, successivamente, sarebbe diventato il "bastone della sua vecchiaia". Questo era il piano, ma Pinocchio – così si chiamava il burattino di legno – un giorno non tornò a casa. Geppetto – così si chiamava il vecchio falegname – lo cercò per mari e monti, più mari che monti, finché non si ritrovò nella pancia di un pescecane. E poi? Che avvenne dopo? Beh, è qui che comincia la nostra storia. Dovete sapere che Geppetto non si perse d'animo e, avendo parecchio tempo libero, decise di utilizzarlo per diventare un padre migliore. Un punto di vista particolare sul mondo complesso della genitorialità, tra scelte difficili e pericoli in agguato, aspettative deluse e gioie inaspettate. Ma soprattutto, sulla difficoltà di accettare i propri errori.



martedì 31 marzo 2026
ALT ACADEMY
IL CIELO NON HA MURI



testo e regia: Carlotta Piraino
con: Agostina Magnosi, Gabriele Di Stadio, Carlotta Piraino, Diego Valentino Venditti
coreografie: Fannj Oliva
costumi: Emily Scorzato
disegno luci e scene: Andrea Coppi
consulenza musicale e editing: Adele Pardie e Stefano Artini
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 6 ai 14 anni

Uno, Adrian, vive con sua mamma Kira nella parte povera del mondo: un luogo in cui una bottiglia può trasformarsi in un pallone da calcio, uno straccio in un mantello da supereroe e dove ogni piccola cosa può diventare un’occasione per fantasticare. Dall'altra parte, Helena, è una ragazzina che vive nella parte benestante del mondo insieme alla sua mamma Anastasia: è un universo ricco e colorato, dove si possono realizzare tutti i desideri, basta andare a comprarli! Due mondi così diversi e lontani l’uno dall’altro che sono in realtà ̀ vicinissimi, separati solamente da un muro sul quale, negli anni, è nato un bellissimo e colorato albero parlante. A guardia del muro c’è Uzi, un buffo soldato in perenne stato di allerta che cerca di spiegare ai bambini cos'è la guerra. Per tutto il tempo si adopera faticosamente per far rispettare le regole: ognuno deve restare a casa sua! Ma un bel giorno, per caso, Helena e Adrian scoprono l’esistenza l’uno dell’altra. La loro amicizia, per crescere, dovrà superare ostacoli fisici (il muro, la guardia) ma soprattutto mentali (i pregiudizi degli adulti). L’albero, che si affaccia sui due lati di mondo, li osserva mentre il loro legame si stringe e veglia sulla loro amicizia, nonostante il muro che li separa. I due ragazzi riusciranno a superare gli ostacoli e, spinti dal desiderio di essere uniti, a capovolgere il mondo degli adulti?



martedì 14 aprile 2026
TEATRO EVENTO - CATERINA PAOLINELLI
IRIS E LE ALTRE



liberamente tratto dal libro "Eccentrici in guerra" di Andrea Santangelo
drammaturgia e regia: Gioia Battista
con: Caterina Paolinelli
vocalizzazioni: Elsa Martin
installazioni luminose: Veronica Penzo
con il contributo speciale di Anna Kamsha
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 13 anni in poi

"Iris e le altre" è un progetto che nasce dall'incontro con Andrea Santangelo, scrittore e storico, autore del libro "Eccentrici in guerra" (UTET). Nella sua collezione di personalità inserisce la storia di quattro donne, quattro combattenti, quattro modi di affrontare la guerra e la lotta per la libertà. Quattro donne in quattro monologhi da circa 15 minuti l’uno. Quattro donne lontane fra loro ma contemporanee: giovani donne negli anni della seconda guerra mondiale.
Ljudmila Pavličenko.
Una sniper ucraina, una tiratrice scelta, che uccise oltre 300 nazisti durante le sue missioni. Dotata di una ferrea volontà e di una disciplina fuori dal comune, la Pavličenko diventa presto un simbolo, grazie al suo sangue freddo e alla sua determinazione. Eroe dell’Unione Sovietica, viene ferita in combattimento e mandata con altri militari negli Stati Uniti D’America nel 1942 per propaganda e per convincere, attraverso il racconto epico delle loro gesta, la potenza americana a dichiarare guerra al nazifascismo. La sua storia è ammantata di leggenda, e non esiste una versione ufficiale della sua biografia.
Nancy Augusta Wake.
Nata in Nuova Zelanda, cresciuta in Australia, naturalizzata inglese, ha vissuto in Francia e ha organizzato alcune delle più riuscite operazioni di spionaggio della seconda guerra mondiale. Come una moderna Mata Haari, al fianco di suo marito, il miliardario Henry Fiocca, e poi successivamente da sola, ha portato in salvo dall’Europa nazista molti intellettuali e politici perseguitati, attraverso la famigerata Pat-Line. Protagonista di missioni spericolate, la Wake è una spia perfetta: avvenente, furba, ironica e impavida, diventa un temutissimo bersaglio del controspionaggio, simbolo di intraprendenza e intelligenza.
Anna Timofeeva-Egorova.
Pilota dell’aviazione sovietica, inizia la sua carriera con un biplano conosciuto più per la sua facilità a prendere fuoco che per le sue prestazioni tecniche. In poco tempo riesce a guadagnarsi la stima dei suoi superiori e viene promossa capo di una squadriglia di bombardieri composto interamente da uomini. Catturata dai tedeschi e fatta prigioniera per 6 mesi in un lager nazista, una volta tornata in patria dovrà difendersi dalle accuse di collaborazionismo e ingaggerà l’ultima sua battaglia per la riabilitazione del suo nome e il riconoscimento delle sue azioni e del suo valore.
Iris Versari.
Italiana, poco più che ventenne. Partigiana. Nata in una famiglia povera ma di grandi ideali antifascisti, Iris si innamora perdutamente di Sirio Corbari, nome di battaglia Silvio, partigiano e capo della banda «Corbari», con Sirio compie azioni di sabotaggio nel territorio romagnolo, in particolare nel forlivese e nel faentino. La banda del Corbari era nota per le sue beffe ai danni dei fascisti di Faenza e dei paesi limitrofi, per i travestimenti, gli scherzi e le battaglie contro i gerarchi locali. Iris è ricordata per il suo coraggio, la sua devozione alla libertà e la lotta incessante al fianco del suo compagno.



giovedì 16 aprile 2026
TEATRO EVENTO - ALICE BOSSI
IL NUOVO VESTITO DELL'IMPERATRICE



di e con: Alice Bossi
regia: Antonio Brugnano
disegno luci: Alessandro Palumbi
scenografia e costumi: Martina Criconia
animazioni video: Federico Milan
tipologia: teatro d'attore e video
età consigliata: dai 6 ai 10 anni

L’imperatrice Caterina vive nel suo palazzo sempre in compagnia di uno specchio magico che ha il compito di assicurarsi che la protagonista sia sempre rispettosa delle regole di comportamento e sempre esteticamente impeccabile. Lo specchio le permette di monitorare costantemente il suo aspetto e, se necessario, modifica il suo riflesso attraverso l’uso di filtri alla quale Caterina crede felicemente e senza alcun dubbio. Nel giorno del suo diciottesimo compleanno riceve il regalo più atteso, quello di suo papà: un vestito magico. Questo regalo la costringerà ad affrontare le sue paure e insicurezze in un percorso che farà emergere lati inattesi e sorprendenti della sua identità e che le farà scoprire che fidarsi di sé stessa ed esprimersi liberamente può dare il via a piccoli e grandi cambiamenti anche collettivi.

"E se invece del classico imperatore sciocco, che per estrema vanità non si accorge di essere nudo, ci fosse un’imperatrice con un grande vestito dalle mille sfumature e possibilità? E se invece di due sarti, che vogliono gabbarsi di lei e soprattutto di un bambino che, con la sua imberbe schiettezza, ne scoprisse tutta la sua vacuità, ci fosse uno specchio portentoso, che alla fine le mostrasse il suo vero volto e nel contempo l’aiutasse ad accettarsi così come è senza nessun infingimento? Tutti questi nuovi risvolti della celebre fiaba di Andersen sono presenti con inusitata forza teatrale per restituire ai ragazzi una preziosa indagine sul delicato rapporto tra immagine esteriore e identità interiore ne “ Il vestito nuovo dell’imperatrice” di Alice Bossi con la regia di Antonio Brugnano. Protagonista del nuovo spettacolo senza parole di Alice Bossi è la figlia dell’imperatore, Caterina, che nel giorno del suo diciottesimo compleanno, riceve dal padre un vestito magico, forse invisibile agli stupidi, con accanto uno specchio magico, suo fidato consigliere che controlla da vicino sempre come il suo portamento debba essere sempre perfetto e impeccabile. Vedremo che piano piano Caterina si accorgerà che avere un naso un po’ strano di cui si vergogna, non è mai poi così male: l’importante è accettarsi come si è, considerando bellezza quello che parrebbe il contrario, sfidando così soprattutto i pregiudizi degli altri. Alice Bossi, diretta dal fido Antonio Brugnano, dopo “La Bianca la Blu e la rossa” fa un ulteriore salto di qualità, governando felicemente con autorità il suo corpo anche in rapporto con gli oggetti che la circondano, attraverso una ricercata e originale clownerie, forse unica nel teatro ragazzi italiano, restituendoci senza parola alcuna tutte le sfumature del personaggio in modo originale, venato di ilare poesia".
- Mario Bianchi - Rivista EOLO RAGAZZI



giovedì 23 aprile 2026
TEATRO EVENTO - ILARIA GELMI
POLLICINO



di e con: Ilaria Gelmi
età consigliata: dai 3 ai 10 anni

Pollicino è il figlio più piccolo di una famiglia di sette fratelli. Abbandonati nel bosco dai genitori, sarà l’unico a non disperare e, attraverso il coraggio e l'ingegno, riuscirà a portare in salvo sé e i fratelli e a farsi apprezzare dal primogenito.Il racconto affronta il rapporto tra il primogenito e l'ultimo nato, inizialmente fatto di continui litigi e dispetti e che in seguito, grazie alle peripezie che si troveranno ad affrontare, subirà un profondo cambiamento. L’attrice in scena utilizza l’arte della narrazione dando vita con voce e corpo ad ogni personaggio, creando luoghi ed atmosfere, con l’ausilio di svariati effetti di luce. Prendono spazio i sogni di Pollicino che lo accompagnano in quelle notti a pancia vuota e saranno anche premonitori di un possibile futuro che, ascoltandoli, Pollicino riuscirà a cambiare in modo favorevole. I bambini in questo spettacolo vengono rapiti dal racconto, catapultati nella storia e rimangono col fiato sospeso da quando appare l'Orco fino a quando Pollicino e i fratelli riescono a scappare nel bel mezzo della notte…



mercoledì 29 aprile 2026
TEATRO EVENTO - ROSSELLA GUIDOTTI
Q COME SCUOLA



testo e regia: Luca Chieregato
con: Rossella Guidotti
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 10 ai 14 anni

Giovanna, non ama molto le regole: sedia e banco le stanno stretti, lei sogna di fare lezione sotto agli alberi e di studiare le canzoni al posto della storia e della geografia. Ma non è una ragazza stupida, anzi: è così sveglia che spesso le domande la travolgono, e gli adulti non sanno rispondere quasi mai. E così, tra una disavventura e l’altra, Giovanna si troverà al centro di una vera e propria rivoluzione, e in modo molto rocambolesco sarà scelta dal comitato studentesco per rappresentare gli studenti. Ecco l’occasione per scrivere regole tutte nuove, sballate, strampalate, e di vedere cosa succede a metterle in pratica una per una. Partendo dalla convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ecco una storia/gioco, un monologo divertente, poetico e commovente sulle regole e sulla loro bellezza. Lo spettacolo affronta il tema delle regole, sia in ambito sociale che scolastico, offrendo al pubblico l’opportunità di riflettere in modo spiazzante sui tanti perché che ci circondano e a cui spesso non sappiamo dare risposta. È uno sguardo sul mondo che assimiliamo sin da quando siamo studenti, come Giovanna, messi a confronto con la solitudine che si vive quando ci si trova davanti ad un mondo già scritto, già fatto, da assumere per com’è. Concetti come libertà, dovere, diritto, spesso perdono il loro valore non avendo riferimenti concreti, e a volte gli studenti crescono ignorando i diritti che posseggono e di conseguenza non si occupano dei doveri che li riguardano. Lo spettacolo in questo senso è un inno alla libertà e alla comunità, alla sua bellezza e alla fatica di mantenerla, vigilando ogni giorno sui limiti e sulle risorse che la libertà stessa ci offre, e a volte ci toglie. Giovanna non risponde: domanda. E le domande, si sa, sono capaci di abbattere muri, di travolgere confini, di regalare agli altri uno spazio di espressione per dire, per incontrarsi, per vivere meglio insieme.



venerdì 8 maggio 2026
TEATRO EVENTO / LARA QUAGLIA
LUCILLA VOLA E BRILLA



di e con Lara Quaglia
luci, musiche e sguardo esterno: Mirko Artuso
gonna luminosa: Simona Randazzo
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 3 agli 8 anni

Una lucciola si è persa. Forse abbagliata dalle troppe luci della città, forse stordita da smog e pesticidi, forse perché è un po’ pasticciona, corre e scappa e finisce in un luogo sconosciuto. Sola. Senza le sue sorelle. Non sa cosa fare, dove andare… Finchè degli gnomi, dei folletti, che dicono di chiamarsi “bambini” la aiuteranno a ritrovare la strada di casa, solo dopo che lei, con i suoi racconti, i suoi giochi, i suoi buffi balletti e qualche pasticcio, avrà mostrato loro le meraviglie della notte. Storie di lucciole e lanterne, di magici voli e fantastiche illusioni, tra paura del buio e magia della luce, coraggio di volare e paura di cadere, realtà e fantasia, in compagnia della lucciola Lucilla e le sue incredibili avventure.