TEATRO PER LA SCUOLA


Stagione teatrale per la scuola 2026/2027
al Teatro Comunale La Venere a Savignano



VIA DAL BANCO!
(tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 10.00)



lunedì 16 novembre 2026
BOTTEGA BUFFA - CIRCOVACANTI
IL GATTO CON GLI STIVALI



di: Luciano Gottardi
regia: Veronica Risatti
con: Laura Mirone, Veronica Zurlo, Veronica Risatti
musiche originali: Adele Pardi
scenografia: Andrea Coppi
costumi: Antonia Munaretti
tipologia: teatro d'attore, commedia dell'arte
età consigliata: dai 3 ai 10 anni

Al limitare di un bosco oscuro si aggira un infreddolito e affamato garzone. Suo padre è appena morto e in eredità gli ha lasciato...un gatto. - Un gatto? Ma è matto? Cosa me ne faccio di un gatto? - Ma quel gatto parla e non è un gatto qualunque. Infatti come prima cosa chiede a Costantino di regalargli i suoi stivali. - Gli stivali? A un gatto? Sei matto? - Ma il garzone Costantino forse capendo o forse no, lo accontenta e donandogli gli stivali mette nelle zampe del gatto anche la sua fortuna (e non se ne pentirà).




mercoledì 16 dicembre 2026
TEATRO DELL'ARGINE
UN ALBERO NON FA IL NATALE



di: Caterina Bartoletti
regia: Giovanni Dispenza
con: Francesco Izzo Vegliante e Ida Strizzi
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 3 agli 8 anni

Lo sapevate che esistono oltre cinquanta specie di abeti e che possono crescere fino a ottanta metri di altezza? Conoscete tutti i piccoli animali che vivono sopra o dentro o sotto gli abeti? Il procione, il pipistrello, la volpe, il gufo ad esempio, ne hanno fatto la loro casa! Ma quella chi è? Una boscaiola? E sta venendo verso questo albero… Presto, dobbiamo fermarla! Non può tagliarlo e portarselo a casa! Gli alberi devono stare nei boschi… E adesso? Cosa succederà? Spruzziamo un po’ di atmosfera natalizia nell'aria e scopriamo perché… un albero non fa il Natale!



lunedì 11 gennaio 2027
TEATRO DELL'ARGINE
IL CARRETTO DELLE STORIE:
CAPPUCCETTO ROSSO




di: Caterina Bartoletti
da un'idea di: Vittoria De Carlo
regia: Giovanni Dispenza
con: Caterina Bartoletti, Lucia Gadolini e Ida Strizzi
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 4 ai 10 anni

Tre buffe amiche vagabonde con il loro carretto sono sempre in viaggio. Magari bisticciano, a volte forse litigano e decidono che è ora di prendere la propria strada, per affrontare il mondo in solitudine, anche se spesso può fare paura. Ma chi l’ha detto che bisogna per forza essere soli o sole? Questa volta sarà Sassonia a immergersi nella storia che sta leggendo. Eh sì, perché Sassonia è un po’ sbadata e distratta e fa poca attenzione a quello che le viene detto ùe questo, a volte, può essere un bel guaio. Soprattutto se ti sei persa nel bosco e l’unico a cui chiedere informazioni è un lupo affamato. E così, tra boschi, carretti, lupi, nonne e cacciatori, le buffe avventure delle nostre beniamine si incrociano e si mescolano con la fiaba di Cappuccetto Rosso, ancora una volta opportunamente riveduta e “scorretta”!



venerdì 15 gennaio 2027
TEATRO EVENTO - LA BARACCA-TESTONI RAGAZZI
CHE GIORNO E'?
Calendario civile per ricordare e per non dimenticare





testo e regia: Giorgio Scaramuzzino
con: Bruno Cappagli e Giorgio Scaramuzzino
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dagli 11 ai 14 anni

E' un viaggio nel cuore della nostra storia.
Immaginate di poter rivivere i momenti più significativi della nostra storia recente, non come fredde date su un libro, ma come storie appassionanti e vicine a noi.
"Che giorno è?" è uno spettacolo teatrale che trasforma il 27 gennaio, l'8 marzo, il 25 aprile e il 1° maggio da semplici date in vere e proprie tappe di un percorso emozionante alla scoperta della nostra identità.
Attraverso testimonianze toccanti, piccole curiosità e fatti storici poco conosciuti, lo spettacolo ci invita a riflettere sull'importanza di non dimenticare e a costruire un futuro consapevole, basato sui valori della libertà, dell'uguaglianza e della solidarietà.
Perché vedere questo spettacolo a teatro?
- Per rendere la storia viva e coinvolgente: lo spettacolo utilizza un linguaggio semplice e diretto, adatto a ragazzi, e si avvale di un allestimento scenico accattivante.
- Per stimolare la curiosità e il senso critico: lo spettacolo pone domande, invita alla riflessione e stimola il confronto tra gli spettatori.
- Per promuovere la cittadinanza attiva: lo spettacolo fa riflettere sull'importanza del nostro passato e sul nostro ruolo di cittadini attivi nel costruire il futuro.
- Per valorizzare la memoria collettiva: Lo spettacolo è un omaggio a chi ha lottato per i nostri diritti e ci ricorda l'importanza di tramandare la memoria alle nuove generazioni.
"Che giorno è?" è anche un'importante opportunità per integrare diverse discipline: storia, italiano, educazione civica...

"...nell’alveo del suo teatro di impronta civile vuole condurre i ragazzi ad una riflessione sulle numerose date che rimandano ad altrettanti momenti della storia che hanno segnato il percorso dell’umanità che costellano il nostro calendario. Nel suo cammino artistico per questa sua nuova fatica Scaramuzzino in scena ha avuto un aiuto di grande adesione artistica ed emotiva da Bruno Cappagli de La Baracca Teatro Testoni Ragazzi che, come un vero compagno di scuola/teatro, lo ha accompagnato in questo nuovo viaggio.."
- Mario Bianchi - Rivista EOLO RAGAZZI



venerdì 29 gennaio 2027
BRADAMANTE TEATRO
ESSERE ORSA



di e con: Francesca Camilla D'Amico e Elisabetta Tosoni
regia: Luigi D'Elia
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dagli 8 ai 14 anni

Elisabetta, biologa di professione, studia gli orsi da anni, tra avventure e disavventure, in quella parte di Appennino che conserva ancora la sua selvaticità. Tra questi c’è un’orsa, Atessa, che sta per diventare madre. Una narrazione a due voci ripercorre le peripezie di questi animali per riuscire ad essere semplicemente se stessi, essere orsi. Dei sopravvissuti ad una lunga lotta di migliaia di anni, specialisti dell’ambiente in cui vivono. Molto fragili e incredibilmente forti. Orsi che si godono la tranquillità delle montagne, ma che possono superare, a volte, confini fisici e culturali. È così impossibile adattarsi e modificare la propria vita per accogliere l’altro, anche se appare diverso da noi? C’è un confine sottile tra il mondo umano e il mondo del selvatico, tra me e te.



martedì 2 febbraio 2027
BOTTEGA BUFFA - CIRCOVACANTI
L'AMORE DELLE TRE MELARANCE



di: Luciano Gottardi
regia: Veronica Risatti
con: Laura Mirone, Veronica Zurlo, Veronica Risatti
musiche originali: Adele Pardi
scenografia: Andrea Coppi
costumi: Antonia Munaretti
tipologia: teatro d'attore, commedia dell'arte
età consigliata: dai 6 agli 11 anni in poi

-“Il principe è malato”
- “E cos’ha?”
- “Bene non si sa. Non riesce più a ridere”
- “Chiamate subito il dottore! Chiamate il dottore!”
Ma non serve il dottore per curare la sua malattia. Serve qualcosa che lo faccia essere di nuovo felice. Il rimedio non sono mele, né arance ma tre melarance che Zane, un maldestro quanto coraggioso servitore, sarà incaricato di trovare nel castello della temibile strega Pantalona. Sul suo cammino incontrerà un venditore ambulante di frutta e verdura chiamato Pulcinella che dopo aver ben confuso il povero Zane con lazzi e schiamazzi, gli consegna tre oggetti magici per poter superare gli ostacoli che incontrerà prima di poter entrare nel castello. Se Zane riuscirà nella sua impresa è cosa che bene non si sa, ai posteri l’ardua sentenza toccherà.



giovedì 18 febbraio 2027
QUINTOEQUILIBRIO
FELICIA



liberamente ispirato all’albo illustrato “Felicità ne avete?”, di Lisa Biggi e Monica Barengo, Kite edizioni
di e con: Stefania Ventura
regia, trainer e scene: Quinzio Quiescenti
marionetta ibrida: Giorgia Goldoni
luci: Gabriele Gugliara
tipologia: teatro di figura, teatro, danza
età consigliata: dai 6 ai 10 anni

Questa è una storia del bosco.
In questa storia ci sono gli animali del bosco e Felicia, che va ad abitare al limitare del bosco. Gli animali sono preoccupati, dicono che Felicia è una strega brutta, sporca e cattiva! Dicono che fa cose strane, che ruba loro la felicità! Dicono che col suo arrivo ha rotto l’equilibrio del bosco! Dicono che questa è davvero una brutta faccenda. Dicono che che bisogna fare qualcosa, subito!
Tutti gli animali sono d’accordo. Proprio tutti? Questa è la storia di un problema che viene affrontato con uno scontro ma che si risolve con un incontro. Un problema che, forse, davvero problema non è…

[…] Fiaba dolce e amara, Felicia è immersa nel buio di un’ombra densa come la notte, così scura da non permettere di conoscere l’altro e riconoscersi in esso. A rischiararla è una duplice speranza: quella che vive nella voce di Ventura, nei suoi occhi spalancati a sondare cosa si celi oltre il pregiudizio; quella che anima le bellissime luci di Gabriele Gugliara, affilate come se filtrassero attraverso chiome di alberi. Fra questi si consuma, inevitabile, l’incontro. Dapprima è lotta, animata da una poeticità rupestre e dura. Tra versi ferini, il tasso-umano e la strega-marionetta (bellissima creatura di Giorgia Goldoni, sembra uscire dall’universo di Miyazaki) costituiscono un’entità inscindibile. Il corpo di Ventura, abitato dal suo personaggio e dalla marionetta, ne esce duplice; duplici diventano gesti e voce, sostenuti da una delicatezza tenera ma decisa. L’epilogo è lieto, ma non troppo. Come nella vita, anche nel bosco l’amicizia è un rischio: perdersi nell’alterità. Con fiducia.
(Tiziana Bonsignore per Teatro e Critica)



giovedì 25 febbraio 2027
TEATRO EVENTO
MA CHE BELLA DIFFERENZA



di e con: Giorgio Scaramuzzino
da “Una bella differenza” dell’antropologo Marco Aime
regia: Giorgio Scaramuzzino
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 6 ai 14 anni

Lo spettacolo è ispirato al libro dell’antropologo Marco Aime “Una bella differenza”. Si tratta in realtà di una conferenza-spettacolo che desidera riflettere sul fatto che le differenze, di qualsiasi genere e sorta, sono in realtà piccole differenze, e che hanno un’origine comune, come del resto è unica la radice della nascita dell’essere umano. Differenze fisiche, politiche, religiose. Nello spettacolo si cercherà il perché di queste differenze, con l’obbiettivo della piena accettazione e della constatazione che esse sono in realtà le facce della stessa medaglia. Abbiamo i nasi diversi, perché? Abitiamo in case diverse, perché? Preghiamo in modo diverso, un dio diverso, perché? L’antropologia ci aiuta a trattare questo argomento con obbiettività, senza mai prevaricare in campi che sono condizionati da visioni distorte e partigiane. In un mondo dove l’altro ci appare sempre diverso è necessario imprimere con forza un’educazione alla tolleranza e alla fiducia. Sconfiggere le paure innate e legittime, favorisce una più dolce integrazione. Ormai nella nostra società, e perciò nelle nostre scuole dobbiamo quotidianamente confrontarci con queste problematiche. Il teatro può essere uno strumento, divertente e ludico, che aiuta l’educare, apre a nuove riflessioni e alimenta il dialogo. Insomma, una società diversa e perciò bella, un movimento di uomini e di idee diverse e perciò belle. Ribadire con forza che la differenza, se è conosciuta e accettata è sempre una bella differenza.



lunedì 9 marzo 2027
TEATRO EVENTO - SILVIA SCOTTI
YAKOUBA E IL LEONE



di e con: Silvia Scotti
maschere e oggetti di scena: Angela Pezzi
sedia: Donatello Galloni
costumi: Loretta Ingannato, Angela Pezzi
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 5 agli 11 anni

“Non saranno né la lancia né i sassi a renderti più forte del leone, sarà il tuo coraggio a fare la differenza”

YAKOUBA E IL LEONE è una una storia di iniziazione che trae i suoi riferimenti dalla cultura Masai e si allarga nello sforzo di raccontare le difficoltà e gli ostacoli che si incontrano nel percorso per diventare grandi. “Esprimi il tuo desiderio perché dove c’è sogno c’è sempre realtà”, questa è la frase che tutt’ora viene consegnata ai giovani nei villaggi, nel centro dell’Africa, prima di essere ammessi alla vita adulta. Il protagonista, come tanti altri coetanei desidera diventare guerriero e per raggiungere il suo desiderio “si mette in cammino”.

È un giorno importante al villaggio, intorno ai ragazzi, seduti immobili, incalzano i preparativi per una grande festa. I ragazzi sono in attesa, ognuno di loro desidera diventare guerriero valoroso e rispettato. Aspettano che il “clan degli anziani” affidi loro una prova e solo chi riuscirà a superarla diventerà guerriero. Inizia per il protagonista un viaggio solitario nella foresta: scopre i rumori della notte, l’inquietudine del buio, la ferocia degli animali; deve cercare un leone e lottare con lui per dimostrare a tutti il suo coraggio, ma il leone che incontra è già ferito. Può ucciderlo e diventare un guerriero agli occhi dei compagni, o accettare il patto di alleanza che il leone gli propone. Questa storia ha molti ingredienti in comune con le fiabe tradizionali: la dimensione del rito; l’eroe (il protagonista) che vuole acquisire un ruolo utile per la sua comunità; la figura del mentore (il nonno), che fra gli anziani del villaggio accompagna il protagonista; le prove da superare; l’incontro con l”altro”; l’antagonista (il leone); il confronto con la paura che fa scoprire risorse e capacità e il tema della scelta individuale. Di questi ingredienti non sono rimaste molte tracce nei percorsi di crescita dei ragazzi di oggi. Proprio per questo motivo lo spettacolo può incantare e colpire un giovane pubblico fatto di bambini e bambine che desiderano “diventare grandi”, non sanno come fare e acquisiscono sempre più in ritardo rispetto al passato autonomie e responsabilità, perché manipolati dai media o immersi in dinamiche complesse con gli adulti di riferimento. I giovani spettatori possono immedesimarsi nella sfida del protagonista: compiere una scelta, rinunciare al proprio desiderio e affrontarne le conseguenze. Si diventa guerrieri uccidendo senza fatica un leone già ferito? Qual’è l’azione che davvero dimostra coraggio? Il protagonista mette a rischio il proprio desiderio, sicuro che “dove c’è sogno ci sia sempre realtà”.

L’attrice in scena narra la storia divertendosi a “mostrare” differenti personaggi. L’utilizzo essenziale della parola lascia spazio all’azione e alle immagini vengono create. La maschera permette di dare corpo e voce alla presenza degli animali. Lo stile essenziale della scena lascia al pubblico la possibilità di entrare nel racconto e immaginarne i particolari.



mercoledì 10 marzo 2027
TEATRO AL QUADRATO - TUPAMAROS
ALFONSINA CORRIDORA



di: Francesco Grillenzoni
da un'idea di: Claudia Bulgarelli
regia: Maria Giulia Campioli
in scena: Maria Giulia Campioli e i musicisti Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti dei "Tupamaros"
tipologia: teatro d'attore, musica e canzoni dal vivo
età consigliata: dagli 11 ai 14 anni

Una storia di riscatto e passione: quella di Alfonsina Morini in Strada, la prima donna che ha partecipato al Giro d'Italia. Nel Regno d'Italia di inizio '900, Alfonsina apre la strada alle donne nello sport più epico ed eroico di tutti i tempi e conquista, tappa dopo tappa, la sua libertà e l'affetto popolare, Lo spettacolo utilizza i linguaggi artistici del teatro, della musica e delle video proiezioni. La storia di Alfonsina è l’occasione per affrontare con i ragazzi e le ragazze tematiche quali parità di genere, diritti universali, riscatto sociale. Molteplici sono le materie di studio che presentano connessioni e possibilità di approfondimento in relazione allo spettacolo:
Storia: analisi del periodo storico del primo ‘900 e a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale
Italiano: lettura del romanzo per ragazzi “Più veloce del vento” di Tommaso Percivale, Ed. Einaudi Ragazzi
Educazione civica: evoluzione dei diritti delle donne nel secolo scorso
Motoria: analisi dell’evoluzione del sistema sportivo e della preparazione atletica degli agonisti negli ultimi cento anni
Alfonsina Morini nasce in una famiglia di contadini. Ben presto si appassiona al ciclismo e partecipa a numerose competizioni locali. Nei paesi in cui sfrecciava con la sua bicicletta viene soprannominata “il diavolo in gonnella”. Continuamente osteggiata dalla famiglia per la sua passione a 24 anni, nel 1915, sposa Luigi Strada, cesellatore che, invece, la incoraggia e addirittura le regala, il giorno delle nozze, una bicicletta da corsa nuova. L’anno successivo i due si trasferiscono a Milano, dove Alfonsina comincia ad allenarsi con serietà. Nel 1924 partecipa, prima donna in assoluto, al Giro d’Italia. Parte e compie regolarmente 4 tappe: la Milano-Genova (arrivando con un’ora di distacco dal primo ma precedendo molti rivali), la Genova-Firenze (in cui si classifica al cinquantesimo posto su 65 concorrenti), la Firenze-Roma, giungendo con soli tre quarti d’ora di ritardo sul primo e davanti ad un folto gruppo di concorrenti, e la Roma-Napoli dove conferma la propria resistenza. Nella tappa L’Aquila-Perugia, invece, Alfonsina arriva fuori tempo massimo. A quel punto i giudici si dividono in due fazioni: chi vuole estrometterla e chi è favorevole a farla proseguire. Il direttore della Gazzetta, Emilio Colombo, che aveva permesso la partecipazione di Alfonsina al Giro e aveva capito quale curiosità suscitasse nel pubblico la prima ciclista italiana della storia, propone un compromesso: ad Alfonsina sarà consentito proseguire la corsa, ma non è più considerata in gara. Lei acconsente e prosegue il suo Giro. All’arrivo di ogni nuova tappa viene accolta da una folla che la acclama, la festeggia, la sostiene con calore e partecipazione. Alfonsina continua a seguire il Giro fino a Milano, osservando gli stessi orari e gli stessi regolamenti dei corridori.



martedì 22 marzo 2027
TEATRO EVENTO
DENTRO GLI SPARI
Una storia di mafia





di e con: Giorgio Scaramuzzino
dal romanzo di Silvana Gandolfi “Io dentro gli spari”
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dagli 11 ai 14 anni

Il romanzo “Io dentro gli spari” di Silvana Gandolfi è sicuramente un’occasione che non potevamo non sfruttare. La storia che ci viene proposta è lieve e nel contempo cruda e amara, come del resto tutte le storie di mafia, e ci permette di affrontare tematiche che coinvolgono emozionalmente lo spettatore sui temi della legalità. Ci è piaciuto in particolare come la scrittrice, in modo estremamente semplice, ci fa capire terminologie e aspetti interni alla malavita. La sua letteratura ci immerge in un mondo apparentemente lontano ma che, come ci dicono le cronache, appartiene a tutti quanti. Impareremo perciò a conoscere che non c’è una mafia, ma esistono tante mafie, che hanno molte particolarità in comune e che riguardano tutti quanti in qualche modo. Lo spirito della storia è proprio questo: indagare sulla solitudine di chi ha il coraggio di affrontare uno dei mali più dannosi alla società, sia pure esso un bambino. Il coraggio della verità e di porsi nei confronti della società con un’etica che guardi all’uguaglianza e al rispetto delle regole. Di quanto la memoria, nei confronti della storia, sia pur recente, sia fondamentale per la crescita e la maturità del cittadino. Conoscere il lavoro prezioso di magistrati come Falcone e Borsellino, di come hanno operato e come i loro successori operano quotidianamente su tutto il territorio nazionale favorisce senza dubbio, la forza di ribellione perché “ abbiamo bisogno di uomini e donne che lottino per la vita con la stessa forza di quelli che causano la morte”, così diceva Ghandi. Insomma un momento di grande riflessione, dove si tenterà di aprire porte mai aperte, senza dare risposte certe, ma con la speranza di far scaturire domande fondamentali.

"...altro tema toccato è stato quello della mafia con il sempre convincente Giorgio Scaramuzzino che in "Dentro gli spari", liberamente tratto dal libro di Silvana Gandolfi, continuando nel suo personale cammino verso un teatro di impronta civile, narra, attraverso un montaggio di due storie apparentemente diverse tra loro, le vicissitudini di un ragazzino che riesce a trovare il coraggio per contrastare l'omertà che lo circonda. Due sagome poste al centro del palcoscenico sono gli unici ornamenti scenografici dello spettacolo che consentono a Scaramuzzino di prodursi in un montaggio verbale parallelo delle due storie ,quella del piccolo bambino siciliano Santino e l'altra del ragazzo ligure Lucio, che solo alla fine dello spettacolo si uniscono per testimoniare la presa di coscienza di una nuova vita che ha nella verità l'unica via del possibile riscatto. Una storia esemplare narrata in modo esemplare".
- Mario Bianchi - Rivista EOLO RAGAZZI



venerdì 9 aprile 2027
TEATRO AL QUADRATO
HEY HO !!!



di: Maria Giulia Campioli
regia: Claudio Mariotti
con: Maria Giulia Campioli e Claudio Mariotti
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 3 agli 8 anni

Tutto è musica e tutto è tempo. La vita è musica, il tempo è vita, e la vita è un po’ più bella se vissuta a ritmo di musica. Una vita si svolge anno dopo anno, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Che tu viva sempre nello stesso posto per 3.000 anni, come l’ulivo secolare dell’isola di Creta, o sia nomade, come i pastori della Mongolia. Che la tua esistenza sia breve ed attiva come quella di un’ape operaia, o che la passi soprattutto a dormire, come fa un gatto. Per tutti noi il tempo è una ruota che gira, sempre uguale ma sempre diversa, su cui abbiamo il privilegio di salire, assieme a tante altre vite attorno a noi.



martedì 20 aprile 2027
LAN-DE-SI' - TEATRO AL QUADRATO
MAISA E IL GABBIANO REMOTO



di e con: Tomás Acosta, Arianna Barberi e Francesca Laini
tutoraggio drammaturgico: Alessandro Di Pauli
tutoraggio scenico: Paolo Nicli
scenografia: Federico Biancalani
luci: Maurizio Tell
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 6 ai 12 anni

Non sappiamo quando e dove tutto questo sia accaduto, probabilmente molto indietro e molto lontano da qui, tra un antico banco di scuola e il freddo Mare del Nord. È la storia di Maisa, una bambina che fatica a seguire le lezioni del suo maestro e si perde disegnando velieri e balene. Un giorno, Mestre Fisker le dà un tema di punizione: “Che cosa farò da grande?” Di fronte al foglio bianco, Maisa si sente più persa che mai, finché non arriva la musica di un organetto e sul suo banco appare Hugo, un bambino che dice di essere il guardiano del faro. Fra loro nasce subito una grande amicizia, e la risposta al tema la cercheranno insieme, in una grande avventura in mare aperto. Fra navi leggendarie, tempeste e balene, tra sogno e realtà, si sviluppa la metafora archetipica del mare come luogo di esplorazione, ma anche di smarrimento e ricerca di sé. Maisa e il Gabbiano remoto è una storia che nasce dal bisogno di esprimere – e di raccontare ai più giovani – i sentimenti oscuri di una generazione o di un’epoca, legati all’ansia di realizzarsi e al timore di perdersi, ma anche il desiderio di guardare al futuro con speranza e coraggio, come accade ai protagonisti in un romanzo di avventura o di formazione. Il tema principale dello spettacolo è la “ricerca di sé”, un contenuto adatto a più livelli di lettura e racchiuso dentro una forma pensata apposta per coinvolgere spettatori e spettatrici di età differenti, grazie ad un linguaggio semplice e, allo stesso tempo, simbolico. In un’epoca ipertecnologica ricolma di stimoli, di fronte alla quale ci si sente spesso disorientati (specialmente nella funzione di educatori), questo spettacolo propone una storia che all’adulto ricorda la ricerca e al giovanissimo ispira il viaggio, approcci diversamente attivi alla medesima esperienza. Il sentimento che vorremmo lasciare al pubblico si potrebbe chiamare “l’emozione del mare”: l’inquietudine dei fondali scuri mista all’impeto di tuffarsi.



venerdì 23 aprile 2027
BRADANMANTE TEATRO
PARTIGIANO PIUMA



di e con: Francesca Camilla D'Amico
soundscape design: Isabella di Bartolomeo, Abruzzo Soundwalks
scene e costume: Elena Beccaro
collaborazione artistica: Dario Spadon
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 12 ai 14 anni

Una fiaba neorealista ambientata fra boschi, accampamenti, sentieri. Protagonista è Lindo un ragazzino ribelle come solo sa essere chi, per esistere, è costretto a lottare. Riesce ad unirsi alla lotta partigiana grazie all'incontro con Roscio e Brado. I partigiani, dai nomi in codice più disparati, non sono proprio come se li era immaginati. Lindo, nome in codice Piuma, in fondo spera solo di trovare un vero amico di cui fidarsi e lasciarsi prendere per mano. Lo spettacolo trae forte ispirazione da Italo Calvino ed è ambientato nell'universo del romanzo "Il sentiero dei nidi di ragno"



mercoledì 28 aprile 2027
TEATRO EVENTO - ALICE BOSSI
LA BIANCA, LA BLU E LA ROSSA



di: Alice Bossi e Monica Mattioli
regia: Monica Mattioli
con: Alice Bossi
disegno sonoro: Claudio Giussani
luci: Alessandro Palumbi
costumi: Barbara Livecchi
scene: Luca Fontana
tipologia: teatro d'attore, clown
età consigliata: dai 3 ai 10 anni

E se un giorno arrivasse nella vostra città qualcuno proveniente da un altro paese? E se questo qualcuno fosse molto diverso da voi e venisse ad abitare proprio nell’appartamento vicino al vostro? Questa è la storia di una città dove tutto è blu. Blu, un monocolore che non è solo esteriore ma che si estende anche all’animo. Qui abita la Blu che, come tutti gli abitanti, vive secondo regole precise, in silenzio, in modo schematico e totalmente pianificato. Ogni giorno è uguale a quello prima e uguale a quello dopo. Ognuno vive per sé. Una mattina apparentemente uguale a tutte le altre mattine arriva in città la Rossa che giocando e divertendosi sconvolge totalmente l’ordine della città. Nessuno aveva mai visto quel colore e soprattutto nessuno dei blu aveva mai avuto il tempo di giocare né di divertirsi. La città entra nel panico e le forze dell’ordine cercano di isolare e imprigionare la Rossa. Per fortuna non c’è nessuna legge che impedisca ad un abitante di essere rosso, sia esteriormente che interiormente. La presenza della Rossa si rivelerà un tesoro per la Blu che scoprirà la forza della libera espressione, della creatività, della capacità di uscire dagli schemi, il coraggio di sperimentare e di aprirsi al diverso scoprendo nuove possibilità.

Una scatola magica, tre clownesse in un'unica attrice e una storia. Gag divertenti, movimenti scenici e l’illusione del mimo creano una magia surreale. Come se stessimo ascoltando una fiaba su un vecchio disco la storia prende vita attraverso un linguaggio sonoro e visivo ispirato alle fiabe sonore e al linguaggio comico, repentino e surreale dei cartoon. Un’attrice attraverso il linguaggio del corpo, del mimo e del clown interpreta tre clownesse, molto diverse tra loro, che agiscono su un tappeto sonoro di parole, musica, suoni e rumori quotidiani. La Bianca è la clownessa neutra che ha il compito di colorarsi e trasformarsi dando corpo alle due protagoniste della storia: la Blu e la Rossa. Due personaggi opposti nei ritmi, nello stile e nell’approccio alla vita. Dalla scatola esce letteralmente tutta la storia. Una scatola che apparentemente è normale ma che, con le tre clownesse, diventa magica. Non appena la Bianca ci entra, sembra che al suo interno ci siano botole profondissime, ascensori impazziti, funi alla quale aggrapparsi, tapis roulant, molle e rotaie. La scatola si apre, si gira, si trasforma nella casa della Blu e della Rossa, diventa il condominio dei blu e anche, ahimè, una prigione per la Rossa.

Con questo spettacolo vogliamo parlare ai più piccoli dell’incontro con qualcuno che è diverso da noi. Forse guardando bene, questo qualcuno non è così diverso. Forse di diverso ha solo il colore della pelle o lo stile di vita. Forse da questo qualcuno possiamo anche imparare qualcosa e rompere i nostri schemi fissi che ripetiamo senza neanche più sapere perché. Il diverso ci fa paura perché rappresenta qualcosa o qualcuno che non conosciamo. Solo attraverso l’incontro possiamo abbracciare nuove scoperte, arricchirci, arricchire e crescere insieme.



martedì 4 maggio 2027
BOTTEGA BUFFA - CIRCOVACANTI
CLOWNERENTOLA



di: Veronica Risatti e Laura Mirone
regia: Veronica Risatti e Laura Mirone
con: Laura Mirone
scenografia: Andrea Coppi
costumi: Antonia Munaretti
tipologia: teatro d'attore, clown
età consigliata: dai 3 agli 8 anni

Sulla scena una clown stanca e annoiata del suo umile lavoro di sguattera all'interno di una bottega trova ristoro nella lettura. Il titolo del libro che tiene tra le mani è Cenerentola. Dalla lettura delle prime pagine incomincia a crescere in lei una sorta di follia, che le farà interpretare i vari personaggi della fiaba iniziando a scorgerli negli oggetti presenti nella bottega Clownerentola sono quarantacinque minuti di puro teatro fisico in cui la parola si cancella per lasciare ampio respiro comunicativo ai soli gesti e al corpo.



martedì 11 maggio 2027
TEATRO EVENTO - LARA QUAGLIA
LUCILLA VOLA E BRILLA



di e con Lara Quaglia
luci, musiche e sguardo esterno: Mirko Artuso
gonna luminosa: Simona Randazzo
tipologia: teatro d'attore
età consigliata: dai 3 agli 8 anni

Una lucciola si è persa. Forse abbagliata dalle troppe luci della città, forse stordita da smog e pesticidi, forse perché è un po’ pasticciona, corre e scappa e finisce in un luogo sconosciuto. Sola. Senza le sue sorelle. Non sa cosa fare, dove andare… Finchè degli gnomi, dei folletti, che dicono di chiamarsi “bambini” la aiuteranno a ritrovare la strada di casa, solo dopo che lei, con i suoi racconti, i suoi giochi, i suoi buffi balletti e qualche pasticcio, avrà mostrato loro le meraviglie della notte. Storie di lucciole e lanterne, di magici voli e fantastiche illusioni, tra paura del buio e magia della luce, coraggio di volare e paura di cadere, realtà e fantasia, in compagnia della lucciola Lucilla e le sue incredibili avventure.